Footer: identità, trasparenza e navigazione secondaria

Aggiungi Digital Latency
come fonte preferita su Google

Troppo spesso sottovalutato e considerato solo un elemento di design, il footer (o piè di pagina) è in realtà uno degli elementi più importanti di un sito web. L’abitudine più sbagliata è quella di usarlo come deposito dove posizionare tutto ciò che non ha trovato spazio nel menu principale.

Un visitatore che scorre la home page fino in fondo senza aver cliccato su nessuna voce, probabilmente non è ancora convinto di quanto proposto e sta cercando dettagli sull’identità e sulla trasparenza. In quel preciso istante, il footer diventa lo strumento fondamentale per non perdere quella visita.


Il footer è parte integrante dell’identità del sito e deve evolversi con esso. Un progetto web, infatti, può cambiare forma e scopi nel tempo, trasformandosi da semplice spazio amatoriale a piattaforma professionale.

Per progettarlo correttamente secondo questa visione, bisogna distinguere tra due macro-categorie:

Ideale per blog personali e portfolio, questa tipologia mette al centro l’aspetto umano. L’obiettivo principale è mettere in luce l’identità e favorire la scoperta, stimolando la curiosità del lettore per evitare che abbandoni la pagina dopo la prima lettura e incoraggiarlo a esplorare nuovi contenuti. Ecco gli elementi chiave che non dovrebbero mancare:

  • Contatto umano: Mini-bio, foto personale, form veloce, email e link ai social personali (Instagram, X/Threads).
  • Esplorazione (Anti-rimbalzo): Tag cloud, articoli più letti, post correlati o archivi tematici.
  • Strumenti di navigazione: Barra di ricerca interna e tasto “Torna su”.
  • Iscrizione e progetti: Newsletter per i nuovi post e collegamenti a canali esterni (YouTube/Podcast).
  • Il tocco di stile: Una citazione rappresentativa o un piccolo “Easter egg” per umanizzare il sito.

Indispensabile per chi vende servizi o genera profitto, in questo caso il footer deve garantire massima trasparenza e conversione. Si tratta di elementi necessari per trasmettere sicurezza e spingere l’utente all’azione d’acquisto. Ecco cosa dovrebbe includere:

  • Sezione legale e societaria: Ragione sociale, P. IVA, sede legale, capitale sociale, copyright e link obbligatori (Privacy, Cookie Policy, Termini).
  • Contatti e supporto: Email e telefoni cliccabili, indirizzo fisico e accesso rapido all’assistenza (FAQ o chat).
  • Sitemap essenziale: Collegamenti alle categorie principali e pagine strategiche (Chi Siamo, Lavora con noi).
  • Segnali di fiducia (Trust Signals): Loghi dei sistemi di pagamento (PayPal, Visa), certificazioni SSL e recensioni dei clienti.
  • Community e Lead Generation: Icone social aziendali e box per l’iscrizione alla newsletter commerciale.

Dopo aver definito quali elementi inserire in base alla natura del progetto web, risulta fondamentale comprenderne l’implementazione tecnica e visiva. Un footer ricco di informazioni, infatti, si rivela inefficace se privo di una struttura logica e ben progettata.

Organizzazione visiva e design

Il primo obiettivo è evitare l’effetto “muro di testo”. Quando un sito ha molte informazioni da mostrare, una soluzione molto efficace è organizzare lo spazio in colonne (di solito da 3 a 5) così da suddividere gli elementi per categorie, come l’area legale, i contatti e i link di navigazione. Per segnalare visivamente all’utente la fine della pagina principale, è utile creare uno stacco dal resto del sito: questo si può ottenere cambiando il colore di sfondo oppure utilizzando elementi grafici come delle linee divisorie. In ogni caso, la scelta di caratteri puliti e testi ben spaziati rimane essenziale per favorire una rapida lettura.

Adattabilità mobile e accessibilità

Se un footer contiene molti link, su smartphone rischia di trasformarsi in una lista infinita e scomoda da scorrere. In questi casi, una soluzione pratica è raggruppare le voci in menu espandibili (a tendina), che si aprono solo se l’utente decide di cliccarci. Se invece i link sono pochi, un semplice elenco è la scelta migliore. A prescindere dal tipo di menu, l’accessibilità rimane fondamentale: bisogna assicurarsi che ci sia un buon contrasto tra il colore dei testi e lo sfondo. Infine, i link e le eventuali icone devono essere abbastanza distanziati tra loro, così da poterli selezionare su schermi touch senza rischiare di cliccare la voce sbagliata.

Le regole SEO per il footer

Il footer ricopre un ruolo strategico anche per l’ottimizzazione sui motori di ricerca. Essendo un elemento ricorrente in ogni pagina, contribuisce a distribuire l’autorevolezza verso i contenuti interni. Attenzione, però, agli eccessi: la regola d’oro rimane la moderazione: occorre evitare forzature. Riempire il footer con decine di link contenenti parole chiave esatte non porta alcun vantaggio e rischia di generare penalizzazioni. La prassi corretta prevede l’inserimento di soli collegamenti a risorse strutturali e realmente utili alla navigazione.

Condividi questo articolo su:
Marco Pellegrino
Marco Pellegrino
Aggiungi Digital Latency
come fonte preferita su Google